Capire l'audiogramma

aerfon sordità
La soglia uditiva è rappresentata attraverso un tracciato chiamato audiogramma. In tale tracciato vengono riportati i suoni più deboli che possono essere percepiti al variare della frequenza
L’audiogramma è tracciato su un grafico simile a quello rappresentato in figura. In questo grafico l’asse orizzontale rappresenta le frequenze sonore mentre l’asse verticale rappresentate le intensità sonore.
Così come accade sulla tastiera di un pianoforte, scorrendo il grafico da sinistra verso destra si passa gradualmente dalle frequenze più basse dell’audiogramma (125 Hertz) alle frequenze più alte (8000 Hz).

Per avere un’idea della diversa sensazione acustica al variare della frequenza si possono ascoltare le variazioni di tono corrispondenti alle frequenze tipiche dell’esame audiometrico
Suono puro a 125 Hertz
Suono puro a 250 Hertz
Suono puro a 500 Hertz
Suono puro a 1000 Hertz
Suono puro a 2000 Hertz
Suono puro a 4000 Hertz
Suono puro a 8000 Hertz
Questi suoni costituiscono solo un esempio e la qualità del loro ascolto dipende principalmente dalle caratteristiche tecniche del vostro computer.
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E’ bene notare che in nessun caso questi suoni possono essere usati per valutare la vostra soglia uditiva. Infatti, la valutazione della soglia uditiva non può essere fatta tramite Internet. Per avere una corretta valutazione della propria soglia uditiva è necessario recarsi dal tecnico audiometrista che provvederà ad eseguire l’esame audiometrico.
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Sull’altro asse viene rappresentata l’intensità del suono in modo tale che i suoni più deboli sono riportati in alto mentre scendendo verso il basso i suoni aumentano di intensità. In questo grafico la linea in corrispondenza dello zero identifica un teorico udito perfetto.
E’ importante sapere che la perdita uditiva non viene misurata in percentuale ma in DECIBEL (dB). Dal punto di vista percettivo a ciascun aumento di 10 dB corrisponde una intensità sonora doppia rispetto alla precedente. Quindi, un suono a 20 dB ha intensità doppia rispetto ad un suono a 10 dB ed ha intensità quadrupla rispetto ad un suono a 0 dB. L
Pertanto, una perdita uditiva di 40 dB permette di udire solo suoni di intensità doppia rispetto a quelli udibili con una perdita di 30 dB. Tali suoni risultano inoltre 16 volte più forti rispetto alla minima intensità percepita da un teorico udito perfetto.

Dunque, in prima approssimazione sul grafico audiometrico possono essere distinte 6 aree che corrispondono ai seguenti suoni:
1 Suoni deboli in bassa frequenza
Area verde chiaro
2 Suoni moderati in bassa frequenza
Area giallo chiaro
3 Suoni forti in bassa frequenza
Area rosso chiaro
4 Suoni deboli in alta frequenza
Area verde scuro
5 Suoni moderati in alta frequenza
Area giallo scuro
6 Suoni forti in alta frequenza
Area rosso scuro
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Su questo grafico vengono tracciati dei simboli che identificano l’intensità minima di udibilità per i differenti suoni. In particolare un cerchietto rosso indica l’orecchio destro mentre una X azzurra indica l’orecchio sinistro.
L’esame audiometrico viene considerato nella norma se su tutte le frequenze il livello minimo di udibilità è minore o uguale a 20 dB.
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Per capire il vostro audiogramma dovrete dunque valutare se esistono frequenze per le quali l’intensità sonora minima percepibile dal vostro orecchio risulta maggiore di 20 dB.
A titolo esemplificativo si riportano due audiogrammi relativi ad un normoudente (grafico di sinistra) e ad un audioleso (grafico di destra). In quest’ultimo grafico si nota come risultino ben preservate le basse frequenze (125 e 250 Hz) mentre già dalla frequenza 500 Hz l’esame evidenzia una moderata perdita uditiva che diviene sempre più importante al crescere della frequenza. In questo caso le frequenze della voce, che convenzionalmente vengono indicate tra i 500 ed i 2000 Hz, presentano una significativa perdita che si attesta intorno ai 50 dB di media.
Una perdita di questo tipo è sufficiente a compromettere la capacità di ascolto, l’intelleggibilità e la comprensione del messaggio verbale.