Ipoacusia


Il termine "ipoacusia" definisce qualunque riduzione della capacità uditiva, indipendentemente dalle caratteristiche o dal grado di severità.

Accertamenti audiologici permettono di identificare diversi tipi di ipoacusia:
"trasmissiva" quando l’alterazione responsabile, coinvolge il meccanismo di trasmissione dell’onda sonora fino alla coclea. È interessato l’orecchio esterno e medio.

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"neurosensoriale" quando è alterata o l'elaborazione dell’onda sonora in un segnale bioelettrico da parte della coclea (si tratta di ipoacusia neurosensoriale cocleare), oppure la propagazione del segnale cocleare attraverso il nervo acustico (si tratta di ipoacusia neurosensoriale retrococleare). È interessato l’orecchio interno
"mista" quando un problema trasmissivo e neurosensoriale si associano nello stesso orecchio
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presbiacusia” (invecchiamento fisiologico dell’udito). È una riduzione della capacità uditiva limitata alle alte frequenze in età avanzata, ed è considerata del tutto fisiologica.
L’orologio” biologico” può essere estremamente variabile da soggetto a soggetto ed è certamente influenzato da altri fattori esterni, tra i quali, le precedenti esposizioni abituali al rumore. (si ricordi che le cellule cocleari, così come quelle cerebrali, come ad esempio di un settantenne vivono e lavorano 24 ore su 24 da 70 anni…)
È generalmente lentamente progressiva, bilaterale e simmetrica e comporta sempre inizialmente una perdita limitata alle alte frequenze e successivamente si estende alle frequenze medie e basse. Spesso, la discriminazione vocale (la capacità di comprendere la parole) si presenta peggiore rispetto a quanto ci si aspetterebbe dal solo esame audiometrico (che ci rivela solo la capacità di percepire i suoni), a causa del contemporaneo invecchiamento delle vie uditive centrali e del sistema nervoso.
Spesso l’ipoacusia, indipendentemente dalla causa, si associa alla comparsa di acufeni o rumori auricolari.